lunedì 5 novembre 2012

Goccia


-Minchia! C’è una cosa che mi fa sempre incazzare…

-Cosa?

-Mah! La stessa cosa, nella stessa situazione, per lo stesso motivo.

-Meccanica mentale.

-No, no, no, no, no… è tutto reale.

-Certo… dimmi…

-Ogni volta che ho un appuntamento con una donna che mi piace, mentre vado a prenderla, mi scappa da pisciare.

-Sarà un po’ di tensione…

-Certo… sì… tensione… comunque… cerco un posto dove andarla a fare… perché a volte non ne posso proprio più… comunque… scendo dalla macchina, vado verso una pianta e mi libero finalmente.

-Le pisciate migliori…

-Cosa?

-All’aria aperta…

-Certo… sì… all’aria aperta… comunque… appena finisco gli do una scrollatina… anche tu…

-Cosa?

-La scrollatina…

-Ah! Bè… certo… sì… la scrollatina..

-Comunque metto dentro il coso… sai…

-Certo… sì… il coso… ho capito!

-Allora… metto dentro il coso… tiro su la cerniera… e non ti rimane la goccia!… la goccia porca troia!... quella goccia di merda… senti proprio che esce… bella bella… lì nella mutanda… e t’incazzi porca troia… t’incazzi… dopo che lo hai lavato, lucidato, profumato… ecco la goccia… e hai la mutanda bianca… porca troia…e  il bello che ti succede anche al ristorante, perché ormai questa cosa ti sconvolge, non fai altro che pensare a quella goccia e la tensione ti porta a pisciare un’altra volta. Allora che fai?

-Eh. Che fai?

-Le dici che vai a lavare le mani ma in realtà vai a svuotare la vescica e a verificare la mutanda, e lei è lì…

-Chi?

-La goccia… sulla mutanda bianca. Allora prendi il sapone del lavandino e cominci a fregare la mutanda per pulirla e mentre sei lì, fai che lavarti anche il coso… lo so… sul lavandino non si dovrebbe… ma lo fanno tutti…

-Confermo…

-Ah! Bè… certo… sì… Comunque… rimetti tutto dentro… a posto… senti anche un po’ di fresco. Chiudi la porta del bagno… vai verso di lei… ti siedi… e bam!

-Bam?

-Ti esce più di una goccia… qualcosa che era fermo nel canale e non lo hai scaricato.

-Brutta storia…

-Non mi ci far pensare!

-Ma in tutto questo frangente lei che fa?

-Lei chi?


Un quarto d’ora dopo.

-Mi scusi.

-Dica signora.

-Ero casualmente qua dietro la quercia…

-Casualmente… certo.

-Ma è vera sta cosa che vuoi uomini…

-Ci laviamo il coso nel lavandino?

-Eh… sì… quella roba lì…

-Migliaia signora… migliaia di cosi…

-Oh mio dio! Ma è un’indecenza!

 

 

Duemila anni


-Scusi, che ore sono?

-Le dieci e quarantasette.

-Mi vende un incipit?

-Ora?

-No, fra duemila anni.

-Ok

-Sicuro che…

-Di sicuro c’è solo una cosa e non è un regalo.

-Cosa?

-No, niente… sarebbe stato l’incipit di adesso.

-Bello! Chissà come sarà…

-Ci vediamo qua… Fra duemila anni… A quest’ora…

-Ci tengo, eh!

-Arrivederci…

-Arrivederci…

Duemila anni dopo.

-Sto stronzo… vivere tutto sto tempo… e quello non si presenta.

 

sabato 3 novembre 2012

Morte


 

-Sono preoccupato.

-E quando mai.

-Scherza, scherza. Io ho paura di morire.

-Ahahahahahahahahaha. Gli umani, sempre la stessa paura. Passano metà della giornata a pensare alla morte. Basta che litighi con le persone che ami, che sul lavoro non vieni riconosciuto per il tuo talento ed ecco che parte la sega mentale: “non sono all’altezza”, “ non ce la faccio”, “non me lo merito”, “non valgo niente” e così via con le credenze limitanti… E sai che cazzo fa il cervello?

-No.

-Ti fa un bel copia/incolla della morte e te la ficca lì per romperti i coglioni. Ahahahahahahahaha.

-La smetti di ridere…

-Scusa ma è divertente. Comunque, vai a casa, mangi qualcosa e non la digerisci, e dai colpa al cibo. Ti faccio un esempio: tu pensi che le uova di sera sono pesanti perché te lo ha detto tua madre da bambino, sta convinzione si ficca nella tua mente, ed ogni volta che hai su qualche cazzo per la testa, vai a mangiare inconsciamente qualcosa con dentro le uova e non digerisci. Cerchi qualcosa che abbia le uova dentro, capisci?

-No

-Chissenefrega! Solo per dirti che il cervello è una gran bella testa di cazzo. Ahahahahahahahaha. Poi hai i sintomi, un dolore fisico, ed invece che pensare che quello sia la soluzione che viene a riparare come un sano processo biologico innescato dalla natura, pensi che sia un problema e vai a farti esami del sangue, ecografie, radiografie, scintigrafie o magari passi dieci ore al pronto soccorso perché hai sentito una fitta al costato. Ahahahahahahahahahaha. Ma non è meglio starsene qui dieci ore a guardare la natura su questa panchina?

-Che palle!

-Un certo Aldous Huxley disse:” la ricerca sulle malattie è progredita così tanto, che è quasi impossibile trovare qualcuno che sia completamente sano”. Ahahahahahahahahaha. Ma non pensi che la morte è un processo biologico sensato? BIO-LOGICO: logico per la vita. Capisci? Ogni cosa che ti capita nella vita è un senso bio-logico. Non c’è nessun errore. Non c’è nessuna cellula che impazzisce, è tutto secondo natura, è perfezione.

-Cominci a farmi tu paura?

-Ahahahahahahaha. Ma non pensi che dopo la morte possa iniziare una nuova avventura? Magari migliore di questa? Allora? Che cazzo ti preoccupi a fare…

-Non lo so…

-Ci sono cose ben peggiori della morte…

-Ad esempio?

-La vita eterna, cazzo!

La venditrice di fuffa 4


-Scusi, ha mica visto la venditrice di fuffa?

-Ancora! e basta!

-Volevo comprare un accendisigari a forma di rinoceronte.

-Lei fuma sigari?

-No!

-Appunto…

-Allora… l’ha vista?

-Da quando c’è lei in giro non vendo più un incipit.

venerdì 2 novembre 2012

Pelle



Aveva una strana malattia.

Non gli piaceva.

Preferiva che avesse un bel nome.

Il nome di un fiore… dato che fioriva... velocemente.

La sua epidermide cresceva troppo velocemente...

La staccava e la buttava per terra come se fosse neve… come foglie sparse su una panchina di pietra… o briciole di sé… o altri cazzi.

-Ma che cazzo stai facendo?

-Non sto più nella pelle.

 

Perdono

-Tu credi nel perdono?
-Ti perdono!
-Per cosa?
-Solo per il fatto di avermelo chiesto!
-E quindi?
-Quindi cosa?
 

Statistica


-Ha visto?
-Cosa?
-Il cinquantadue virgola sette per cento non è andata a votare.
-E quindi?
-Niente. Sono numeri che fanno riflettere.
-A me non dicono niente.
-Certo lei fa parte del trentotto virgola due percento che non ha un’opinione.
-Guardi io un’opinione ce l’ho.
-Sentiamo… quale sarebbe? Su… su… dica…dica…
-So solo che c’è un inizio.
-E una fine… aggiungo!
-Al massimo un fine.
-Il fine giustifica i mezzi!
-Se lo dice lei!
-Lo dice in settantadue virgola sette per cento degli intervistati.
-E chi sarebbero?
-Gente comune!
-Ho capito.
-Ma cosa vuole capire lei…
-Senta…
-Dica…
-Ma lei che fa nella vita?
-La statistica… e lei?
-Il venditore di incipit.
-Mai sentito.
-Me lo dicono spesso.
-La sua azienda è quotata in borsa?
-Guardi non c’è nessuna azienda.
-Ho capito, lei fa parte di quel ventisette virgola nove percento di aziende fantasma.
-Non so cosa sia un’azienda fantasma.
-Certo… certo… dite tutti così.
-Ora vado…
-Dove va?
-Faccio parte di quei venticinque virgola tre percento che se ne va affanculo!