domenica 15 maggio 2016

Una coppia di anziani in un pub di Dublino

Un pub di Dublino, nella zona centrale della città. Una coppia di anziani siedono in fondo al locale con i loro boccali di Guinness. Due coniugi uno di fianco all’altro con la bocca chiusa. Osservano l’ingresso e la gente che va e che viene confusa. Ogni tanto danno un sorso alla birra, un movimento curato e molto preciso. Quando deglutiscono si nota in loro una certa attenzione al gusto, glielo conferisce il loro movimento del collo, uno scatto veloce come quando accendi la luce. Tengono con fermezza il manico del boccale come il prete quando tiene il calice durante la messa. Dopo si puliscono la bocca, col dorso della mano, un passaggio lento in controtendenza con lo spostamento della testa. In quel momento i loro occhi s’incontrano e lentamente si danno un bacio. Un bacio vecchio, casto, appena accennato, per tornare a fissare l’ingresso, una porta che si apre e si chiude cambiando scenario, a differenza di loro che sono come un quadro appeso al muro. L’uomo anziano aspetta che la moglie finisca la birra, poi si alza e va a pagare alla cassa. Torna da lei e le porge il braccio, lei si aggrappa con fatica e si fa trasportare a piccoli passi verso l’uscita.
L’amore è ingenuo. Non c’è nulla di meraviglioso, nulla da dover enunciare con grandi parole, nessuna esplosione vitale, solo un atteggiamento, una libertà nel silenzio, la semplicità di gustarsi le cose.
- Tesoro, stasera la birra era veramente buona.
- Tu dici?
- Me l’han detto i tuoi baci.
- Smettila, sei ubriaca.
- Me lo dici ogni sera.


mercoledì 11 maggio 2016

Dovevi vederlo

- Dovevi vederlo! Aveva una faccia così, quella faccia che hanno tutti. Aveva uno sguardo preciso, quel tipo di sguardo. Poi, dovevi vederlo, aveva delle sensazioni, quelle sensazioni lì, e delle movenze tipiche di quelle movenze là. Dovevi vederlo! Aveva anche delle percezioni, quelle percezioni che solo lui sapeva, e aveva un tono di voce ben definito, Dio, che tono di voce!!! E aveva... Dovevi vederlo!
- Scusa, di chi stai parlando?
- Tra me e me.
- E chi sarebbe sto qua tra te e te?
- Lascia stare. Non lo conosci.



giovedì 5 maggio 2016

La legge di mercato

Davvero! Io ho cercato di capirla la legge di mercato.
Allora…
Un giorno la borsa va su e il frigo è vuoto.
Il giorno dopo la borsa va giù e il frigo è vuoto.
I bancari vanno su e il conto corrente sta a zero.
I bancari vanno giù e il conto corrente sta a zero.
Fai il 730.
- Quanto recupero?
- 100 euro.
- Buono. Quanto mi costa il 730?
- 100 euro.
E mentre le borse vanno su e giù, non ti arriva nello stesso mese l’assicurazione dell’auto, il tagliando dell’auto, il bollo dell’auto, la revisione dell’auto e la multa sul parabrezza dell’auto, che se ci aggiungi una “i”, lì in mezzo, non ti diventa “AIUTO”, quindi, perché non ci sta l’assicurazione dell’aiuto, il tagliando dell’aiuto, il bollo dell’aiuto, la revisione dell’aiuto e la multa sul parabrezza dell’aiuto.
No, perché a uno viene voglia di andare a “Piazza affari” a piedi - perché intanto sia l’auto che l’aiuto non ci stanno più - e urlare:
- O la borsa o la vita!
E quello con la cravatta ti risponde, aggiungendo un “H” - che ti diventa il verbo:
- Ho la borsa, ho la vita.
Vabbé sta borsa tienitela ma almeno ridateci la vita.

Come quella volta che

Come quella volta che non avevi le parole e bastava poco, davvero poco.
Come quella volta che faceva caldo veramente.
Come quella volta che ti sono venuto a prendere e il sedile era vuoto.
Come quella volta che ricordo vagamente.
Stava in un ufficio militare. Tu stavi alla finestra. Pulivi i vetri in punta dei piedi sulla sedia. Potevi cadere, e lui te lo disse uscendo di corsa quando vide un’incertezza. Era solo il primo piano. Non ti preoccupare lo faccio sovente, gli risposi, e lui capì che spesso non eri in grado di decidere. Vi parlaste per settimane: lui con la testa per aria e tu a lavare lo stesso vetro ogni giorno. Era chiaro. Quando si innamorò di te, ti disse che se ne andava. Il suo dovere era finito. A quel tempo darsi un bacio era proibito. Ti diede un indirizzo fasullo. Tu scrissi lo stesso. Quella lettera giunse qualche mese dopo perché sul suo nome non aveva mai mentito, non per tutto il resto.
Come quella volta che eri felice di essere con poco, davvero poco.
Come quella volta che ci trasferimmo in una casa più grande.
Come quella volta che trascorremmo tutta la vita insieme.
Come quella volta che ricordo vagamente.
- Hai dato da mangiare alle galline?
- Ho preso le uova.
- Credo di aspettare…
- Ancora?
- Questo non era previsto.
- Faremo come sempre abbiamo fatto.
Come quella volta che avete fatto la frittata.
Come quella volta che hai partorito.
Come quella volta che l'ha preso per la caviglia.
Come quella volta che ricordo vagamente.
Come quella volta che sono diventato figlio per sbaglio.



venerdì 29 aprile 2016

Togliersi

Togliersi la curiosità e metterla sull’attaccapanni.
Togliersi un tarlo e sulla sedia buttarlo.
Togliersi un pensiero e lasciarlo cadere a terra.
Togliersi uno sfizio e appoggiarlo sul lampadario.
Togliersi di torno nella lavatrice.
E dopo che hai tolto tutto, lasciare un quadro generale.
Essere la cornice.
Il rettangolo di gioco.
Niente regole.
Ci stai dentro o ci giri intorno?
Togliersi le ultime certezze e piegarle in un cassetto.
Togliersi i fremiti dei tempi che furono, infilandoli come un segnalibro nel diario.
Togliersi i giudizi e aprire il frigo.
Togliersi un’idea, un pensiero, una condizione, una elucubrazione, un consenso, un merito, una constatazione amichevole, un incidente di percorso.
Togliersi di torno.
- Dove vai?
- Tolgo il disturbo. 


venerdì 8 aprile 2016

Lo Stato d'Animo

Lo Stato d’Animo è un’isola bagnata dall’esterno. Conta all’incirca diecimila trilioni di abitanti. Il clima al suo interno è decisamente vario. Lo Stato d’Animo ha una costituzione che si modifica di anno in anno. Ha una struttura governativa complessa e molto labile, nella stessa giornata potrebbero cadere più governi. Al suo interno accadono continui cambiamenti improvvisi condizionati dall’esterno. Il suo movimento politico migliore non è il comunismo ne tanto meno il fascismo, ma l’orgasmo. Durante quel governo tutti gli abitanti vanno alle urne. Questo succede quando si incontra con altri Stati d’Animo, se non li incontra, l’orgasmo diventa sega-mentalismo. In quel luogo si fanno molti film, infatti la sua struttura sociale è improntata sulle proiezioni. Tutti però credono in una divinità: il Sub. Il Sub va in profondità e fa un po’ come cazzo gli pare. Il Sub è capace di svegliarsi alla mattina e dire: “Animo!”. Ci sono anche le forze dell’ordine: la pulizia dell'animo. Lo Stato d’Animo ha uno status quo, qui e qua.
- Dove vai in vacanza?
- Nello Stato d’Animo.
- E dove si trova?
- Un po’ qui e un po’ là.
- Bisogna prenotare?
- No, fa tutto lui.
- Ci va la carta di identità?
- No, basta la carta igienica.



domenica 3 aprile 2016

L'antico contenitore di bottoni

Un giorno lontano dal tempo un antico contenitore di latta di biscotti per bambini si trasformò in un antico contenitore di bottoni. Ogni giorno una mamma premurosa metteva dentro un bottone scappato da qualche indumento misterioso. Passarono molti anni e l’antico contenitore di latta si riempì fino all’orlo. La mamma premurosa continuava a metterci altri bottoni e, cosa strana, il contenitore di latta riusciva a contenerli tutti. Nessun bottone era mai caduto. Quelli che stavano in fondo si spostavano e lasciavano spazio ai nuovi che entravano. Come la mamma premurosa metteva un bottone, tutti quanti si muovevano lentamente per lasciare un posto libero. Erano di tutti i colori: alcuni avevano due buchi, alcuni addirittura quattro. C’erano quelli molto piccoli per i polsini e quelli medi per i pantaloni. I bottoni della giacca da uomo sembravano ruote di macchine mentre quelle delle donne assomigliano a perle.
Erano tutti in cerca di asole.
- Le asole non si posso conservare – diceva la mamma premurosa mentre cuciva col suo inconfondibile ditale.
- I bottoni sono bambini lasciati in un orfanotrofio, ma vedrai che un giorno anche loro troveranno il loro indumento.
Passarono mille anni e l’antico contenitore di bottoni divenne uno scrigno pieno di monete d’oro. Lo trovarono degli esperti archeologi sotto terra in un bosco di faggi.
- Questo fu pieno di bottoni, una volta, ne sono certo – disse uno di loro.
- Come puoi saperlo? – chiese un altro esperto.
Mise la mano al suo interno e tirò fuori il ditale.
- Da questo!