E sbucò così all’improvviso, per caso.
Il caso volle che si voltò. Era ancora lei. Disordinata e vaga. Spettinata e umida come un salice abbandonato. Aveva freddo e tremava. Gocciolava rugiada. Non c’era vento ma si dondolò come un’altalena e diventò bambina. Uscì dalla sua bocca un sibilo e del fumo del giorno prima, e si formò una nuvola bianca che le coprì il viso.
– Io sono questa roba! – disse
Mi alzai come per andarle incontro ma qualcosa mi fermò. Non ero pronto e non lo era neanche lei e la nuvola se la portò via.
giovedì 28 marzo 2013
Gesù e l'ultima cena
- Che fai di bello stasera?
- Sono a cena con amici a parte uno o due...
- Quand'è l'ultima volta che...
- Questa, ragazzo, questa!
- E chi paga?
- Tutto io...
- Cerca di risparmiare... hai le mani bucate...
- Domani, ragazzo, questo domani...
- Sono a cena con amici a parte uno o due...
- Quand'è l'ultima volta che...
- Questa, ragazzo, questa!
- E chi paga?
- Tutto io...
- Cerca di risparmiare... hai le mani bucate...
- Domani, ragazzo, questo domani...
mercoledì 27 marzo 2013
martedì 26 marzo 2013
Per caso
E sbucò così all’improvviso, per caso.
Il caso volle che si voltò. E mi guardò come si guardano i manifesti, e mi lesse. Aveva capelli come rigagnoli sui vetri quando piove e le sue gambe sinuose sembravano lunghi gambi di girasoli che si aprivano sulle mani. I suoi occhi erano fari per navi sperdute e la sua bocca una vela aperta che soffiava vento. Si toccò il naso perché gli prudeva e si morse il labbro inferiore, e mi fece sobbalzare. Rimase così, ferma, a giocare con i suoi denti bianchi, eccessivamente bianchi, e il rosso del suo labbro… e parlò, anche se aveva già detto molto…
- Che si fa?
Io la guardai come ci si guarda allo specchio al mattino appena svegli, e non dissi nulla…
- Casomai torno…
- Credo che sia il caso…
E si allontanò come la marea… lentamente la sua acqua si asciugò, mentre i miei piedi erano ancora bagnati…
Il caso volle che si voltò. E mi guardò come si guardano i manifesti, e mi lesse. Aveva capelli come rigagnoli sui vetri quando piove e le sue gambe sinuose sembravano lunghi gambi di girasoli che si aprivano sulle mani. I suoi occhi erano fari per navi sperdute e la sua bocca una vela aperta che soffiava vento. Si toccò il naso perché gli prudeva e si morse il labbro inferiore, e mi fece sobbalzare. Rimase così, ferma, a giocare con i suoi denti bianchi, eccessivamente bianchi, e il rosso del suo labbro… e parlò, anche se aveva già detto molto…
- Che si fa?
Io la guardai come ci si guarda allo specchio al mattino appena svegli, e non dissi nulla…
- Casomai torno…
- Credo che sia il caso…
E si allontanò come la marea… lentamente la sua acqua si asciugò, mentre i miei piedi erano ancora bagnati…
sabato 23 marzo 2013
giovedì 21 marzo 2013
mercoledì 20 marzo 2013
Dio
- Chi è Dio?
- Eh?
- Chi è Dio?
- Guarda là...
- Dove?
- Quel puntino laggiù.
- Non vedo niente...
- Ecco, quello è Dio.
- Ahahahahaha certo, ma tu ci credi in Dio?
- Che importanza ha!
- Sei ateo?
- Che importanza ha!
- O credi o non credi.
- E' la parola credere che non ha importanza.
- Perché?
- Perché è nel momento in cui credi che ti viene il dubbio.
- Eh?
- Chi è Dio?
- Guarda là...
- Dove?
- Quel puntino laggiù.
- Non vedo niente...
- Ecco, quello è Dio.
- Ahahahahaha certo, ma tu ci credi in Dio?
- Che importanza ha!
- Sei ateo?
- Che importanza ha!
- O credi o non credi.
- E' la parola credere che non ha importanza.
- Perché?
- Perché è nel momento in cui credi che ti viene il dubbio.
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