domenica 30 aprile 2017

Stravedo


Stravedo per i miei passi umidi sui viali deserti e silenziosi, per il mio cip ciap risuonante, schizzando gocce intorno, creando nuove pozzanghere sulle quali si specchierebbero le nuvole per farsi belle prima di uscire.
Stravedo per le panchine vuote, per l'erba verde, per il buon umore, per la mia solitaria abitudine di prendere vie traverse, per le mie innumerevoli e rovinose cadute, ogni volta che ho provato a involarmi lontano con le mie ali pesanti.
Ho provato a scuotere le mie piume, ad allargarle come fanno le aquile, ma resto a terra perché so come si parte, e so stare a galla.
Stravedo per le mie pinne, sono un uccello che sa nuotare, agli altri lascio il cielo, preferisco il mio buffo cammino dondolante e incerto al planare eccessivo di chi pensa che volare sia l'unico modo di sentirsi libero.




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