sabato 30 novembre 2013

Fedor

Tra i cespugli di neve spuntò un pupazzo.
- Che stai leggendo, Angel? - con voce cupa.
- Le notti bianche.
- Mi piace come finisce... - con la stessa voce cupa.
- Non dirmelo!
- Niente di che... solo un attimo di beatitudine... e cazzate varie...
 - sempre più cupa.
 


venerdì 29 novembre 2013

Teatro

Si apre il sipario di un viale alberato
umidi sogni di un bambino sornione
si va in scena attraverso il cartone
e quello che vedi è il mio teatro.
 


mercoledì 27 novembre 2013

Vedere

- Ma tu cosa vedi di preciso, su ste cazzo di panchine, ogni giorno?
- Vedo gli altri in me stesso e me stesso negli altri


martedì 26 novembre 2013

venerdì 22 novembre 2013

mercoledì 20 novembre 2013

Cani sciolti


CANI SCIOLTI.

Le decisioni del divano.
Smetterla con i latticini o smetterla con gli insaccati.
Dare un senso al glutine. E cazzate varie.
È solo allergia alla paura, e non si vince col coraggio.
Avere coraggio è una stronzata come avere paura.
Gioco con il gatto che mi mordicchia la mano e faccio una scelta. Mi alzo dal divano di scatto e decido di correre, di correre sotto la pioggia per i boschi, per le vallate. Penso al percorso da fare e sono assorto, anestetizzato. Il mio gatto è appeso al mio braccio. Morde il deltoide e con le unghie è aggrappato. Lo guardo come se fossi un condannato, un lapidato. Si blocca e le sue pupille si dilatano. Si accorge di aver fatto una cazzata e fa un balzo. Vedo tutto rallentato, sembra Nureyev con quel carpiato. Sul braccio un bel tatuaggio rosso. Osservandolo assomiglia alla faccia di Mao Tse Tung e lo vado a disinfettare. Lo fascio sperando diventi un Gesù Cristo.
Mi vesto per l’impresa, sono circa 16 km. Musica alle orecchie e scendo le scale. Apro il cancello e una signora mi dice:
- Ci va coraggio ad andare a correre sotto la pioggia.
- E  lo so… bagascia!
- Scusi?
- Se mi lascia…
- Stia attento c’è il virus dell’influenza.
E mi allontano pensando che le parole fanno ammalare più dei virus.
Bagascia!
Mi addentro nel bosco e il mio livello di acido supera l’alcalino malgrado la pioggia.
A metà percorso una panda verde si ferma e il conducente mi chiede:
- Ha mica visto un cane, marrone, bastardino?
- No, mi spiace.
- Se lo vedesse lo porterebbe al maneggio?
- Certamente, come si chiama?
- Mao!
Faccio un collegamento, una coincidenza.
Ma come cazzo si fa a chiamare un cane Mao?
Dopo un paio di chilometri, addentrandomi nel fitto bosco, trovo un altro signore a piedi e ombrello in mano:
- Mi scusi ha mica visto un cane, marroncino?
- No. Come si chiama?
- Mao.
- Ok… se lo trovassi…
E riprendo a correre, immaginando che Mao in realtà stia scappando da una prigionia comunista e che questi due esseri siano del servizio segreto cinese.
A metà tragitto un cane mi corre incontro. È nero. Un pitbull. Rallento la corsa. Lui si attacca al mio gastrocnemio e mordicchia un gemello. In lontananza un ragazzo in auto mi urla:
- È solo un cucciolo, non preoccuparti!
- Certo…(Un gran figlio di puttana)
Si stacca finalmente e corre dal padrone. Più tardi troverò sicuramente un tatuaggio di John Lennon o di Che Guevara sul polpaccio.
La pioggia aumenta. Corro sul centro della strada di campagna fatta di erba, mentre ai lati due piccoli fiumi d’acqua vanno in controtendenza, procurando un’alluvione tra le formiche.
Un disastro.
Sono quasi fuori dal bosco. E sento abbaiare. Un piccolo cane marroncino mi corre a fianco. Quel gran figlio di una cagna mi sta accanto. Tira fuori la lingua e saltella.
- Mi stavi cercando, stronzetto?
- Ma dove ti eri cacciato?
- Ma è possibile che mi fate sempre questa cazzo di domanda?
- Cambia nome.
- È da questo che sto scappando!

Rotoli

- La mia vita va a rotoli...
- Hai della carta igienica?
 



Falla

- C'è una falla nella mia vita!
- Falla!
- Cosa?
- Farfalla!
 


martedì 19 novembre 2013

Invisibile

- Signore... signore... le sta volando via il cappello!
- Se è per questo mi è partita anche la testa!
 


Zecca

- Mi stanno succhiando il sangue!
- Sarà la zecca dello stato!
 


lunedì 18 novembre 2013

Daniela



È tempo di lasciare fluire il fiume
Le cellule si possono rinfrescare
Universi infiniti formano galassie interne e demoliscono dighe.
Piccoli atomi indivisibili s’innamorano
E accendono candele in chiesa
Il silenzio penetra dalle vetrate
I colori dalla preghiera.
Afferro i semi delle mie sconfitte
E li lancio nel campo delle possibilità
Riconosco il lato oscuro dell’aratro
In ogni solco rivedo la mia sessualità.
Due amanti sfocati mi sono davanti
Uniti come la coda sulla mia testa
Rimango ancora a parlare coi santi
La borsa è aperta con quello che resta.


Messico

- Sei mai stato in Messico?
- No!
- Neanche io.
- E quindi?
- Niente… Io me lo vedo con questi templi nascosti… sai…
- Io una grande siesta sotto un sombrero… sai…
 


Difficile


- È tutto così difficile, capisci?
- Hai una scarpa slegata.
- Ah, grazie.
- Mi piace come leghi le scarpe!
- Eh, ho imparato subito! Pensa che mia madre quando avevo tre anni mi disse che… ehi dove vai?
- È tutto così difficile, capisci?


 

sabato 16 novembre 2013

Videopoker


Giustificare l’eventuale
Grappoli di pensieri acini da calpestare
E novello da bere
Saper aspettare perché l’amore è un debitore
Un prestito
Un acconto...
Briciole di pane
Uccelli che diventano rane
Lasciare decantare
Bottiglie apposite per messaggi
Pesci che non bevono
Nuvole sull’altare
Cerimonie con calici
Religiosi silenzi
Meditazioni rumorose
E non c’è un cazzo da fare
Chi paga
Chi riscuote
Chi aspetta davanti ad un videopoker
Il tasto giusto
Le carte uguali
Stupidi ideali
Correre veloce
Piove sul bagnato
E tu passi in auto
E il semaforo è rosso
E ti fermi ad ascoltare
Solo attenzione desolata
Sguardo inutile
Paesaggi ancora da innevare
Chi gioca con la vita
E tu sei solo il creditore
Uno che presta soldi ad un amico
Che non può restituire
Lui gioca e tu hai vinto
E lui perde
E se ne torna a casa stanco
E non ha voglia di dormire.

- Io vado.
- Vai sempre…
- Prima o poi…
- Qualcuno ti verrà a cercare.



Poltrona

- Da quando ho cambiato pelle sono più poltrona.
 


giovedì 14 novembre 2013

Coscienza

- Dove si trova la coscienza?
- E' lo spiraglio tra due pensieri!
- E come mi ci infilo dentro?
- Spalanca la finestra!
 


mercoledì 13 novembre 2013

sabato 9 novembre 2013

Momenti




Ci sono dei momenti senza tempo dove hai capito tutto, quella frazione di secondo dopo che non ci capivi un cazzo, quando le parole non avevano senso, quando il ragno non si trovava nel buco, quando non ci stavi più nella pelle, quella di un altro.
E le stronzate seguivano il loro percorso naturale, la loro strada diritta senza curve, dominate da qualche entità lontana, lontana più del normale.
In quel momento ti sentivi un bambino che giocava con la neve, solo perché era fatta di un unico colore ma non sapevi più quale.
Una terapia verbale, una assoluta voglia di cazzeggiare.
Una nuotata nell’oceano, con un salvagente bucato alla vita per affogare, dato che eri una cazzo di balena, con un buco nella schiena per sputare saliva, che era il movimento imperfetto di elevare.
Parole alla cazzo di cane, tanto per offendere un animale fedele, che ti leccava la faccia come ti leccava tua madre.
E respiravi acqua nel suo grembo perché lo sapevi fare, e respiravi aria solo per sopravvivere, e respiravi ossigeno in qualche luogo banale.

- A cosa serve l’ombelico?
- A mangiare…
- Un buco allo stomaco…
- Io lo vorrei spostare…
- Dove?
- Sulla schiena…
- Per cosa?
- Per respirare…


Moto

- Senti, bello, quando ti metti in moto???


venerdì 8 novembre 2013

martedì 5 novembre 2013

sabato 2 novembre 2013

Dov'eri

Dov’eri quando nascevo,
già… forse non eri ancora nata…
Dov’eri quando si ruppe il motore…

E la cinghia di distribuzione…
E il carro attrezzi…
Dov’eri quando raccoglievo i pezzi…
E l’autista mi parlava dei figli…
E non mi fregava niente…
Dov’eri tra la gente…
Occhi indiscreti
Occhi abbassati
Sguardi mischiati
Sempre gli stessi
Dov’eri ogni volta che si faceva i fessi…


 

Piove

- Che c'è scritto?
- Che piove anche domani.
- Chi se ne frega, tanto noi siamo impermeabili.
 


Io mi nascondo


- Lo sai ragazzo… io mi nascondo...
- Da cosa?
- Non lo so… C’è sempre un qualcosa… A questo servono le grandi città… e tu?
- Cosa?
- Tu da cosa ti nascondi?
- Dalla nebbia.