martedì 17 dicembre 2013

Senza fine


- La conobbi tra le parole di un amico scottato dal suo fulmine a ciel sereno. Per lui era una dea e per me un foglio bianco senza immagini e parole. Quando la incontrai un anno dopo la vidi in un chiosco sulla spiaggia che mangiava un ghiacciolo seduta sulla sedia e le gambe accavallate sul tavolo. Aveva gli occhiali da sole come me, e quando ci stringemmo la mano facemmo finta di guardare altrove tra le lenti scure. La radio suonava Gino Paoli e non mi accorsi in tempo dell’inizio della fine. Decisi di stare distante sapendo che distante sarebbe stato vicino. Una sera ballammo in una balera, tutto girava a nostro favore: i piedi, la vita, la testa e le stelle. Non compresi quanto fosse pericoloso ridere mentre si balla, il cuore è leggero e il sangue si scalda. Non feci la sciocchezza di baciarla quando finì la musica, non ero pronto, e mi slegai da lei, da quell’eccesso di benessere. Decisi di fuggire e di andare in bagno per prendere tempo ma non lo trovai… il tempo. Mi sciacquai la faccia come al mattino quando non sei ancora sveglio e la vidi appoggiata alla porta. Era proprio lì, appoggiata alla porta, e scuoteva la testa e non la smetteva di ridere. Andai verso di lei come quelli che vanno sui pattini a rotelle. Avevo la faccia bagnata come le mani, le presi il viso, le spostai i capelli e mi asciugai tra i suoi occhi…

- E poi?

- Senza fine… na na na na na na na na na… senza fine…



lunedì 16 dicembre 2013

Nascondino

- Ti ricordi quando giocavamo a nascondino?
- ...
- Ehi, dove sei?
 



Sembro

- Sembra che...
- Cosa?
- Sai a chi sembri?
- No, a chi?
- Sembriamo tutti...
- Ma scusi, lei chi è?
- Un membro del sembro!



sabato 14 dicembre 2013

I puntini sulle i


- È ora di vederci chiaro, senza equivoci.
- Scusa?
- È ora di mettere i puntini sulle i.
- Sull’incipit?

giovedì 12 dicembre 2013

Un attimo prima


Mi salì sulla pancia e si fece accarezzare. Lo stereo suonava Alanis Morissette, una voce inconfondibile che si distribuiva nella sala appena ripulita dalle ragnatele agli angoli, dove ragni riposavano come pugili sconfitti in un ring di periferia. Lui se ne stava tranquillo a godersi le mie mani che gli grattavano il dorso. Così io mi misi a cantare il pezzo come una nenia di un suono acuto, forse fastidiosa, e lui, il mio gatto, con uno scatto felino mi graffiò la faccia proprio vicino all’occhio destro. Preso da una furia improvvisa, lo afferrai violentemente con la mano sinistra e lo immobilizzai pesantemente a terra, e con la mano destra gli diedi un fortissimo schiaffo sulla schiena. Mi preparai alla seconda manata, che avrei voluto fosse ancora più violenta, dato che il sangue mi colava sul viso e lo sentivo caldo sulla guancia, quando, all’improvviso, mi arrivarono immagini sparse di molti televisori accesi della mia vita, e vidi di quella volta da bambino quando il mio caro padre mi schiaffeggiò allo stesso modo per una delle mie stronzate infantili, e di quella volta quando un ragazzo trasandato e aggressivo mi puntò la pistola alla testa, forse una scacciacani, e mi diede due pugni alla nuca come si darebbe ad un cane che ti ha appena morso, o di quella volta quando dopo una partita di calcio, fatta di insulti reciproci, il mio avversario arrivò da dietro e mi diede un pugno a ridosso della tempia e cadetti a terra quasi svenuto, o di quella volta quando una ragazza a me vicina e cara a cui voglio bene, mi raccontò come venne violentata, con una mano che le teneva la testa e l’altra che la picchiava come una cagna, che sapeva già, in quel momento di sofferenza, che non avrebbe più partorito niente nella sua vita, e tutto il resto che non vale la pena di essere raccontata. Bene, il secondo schiaffo non partì, e lasciai andare il gatto… forse il primo se lo era anche meritato… o forse no…

 
- Come si fa a fermarsi un attimo prima?
- Un attimo prima è un sacco di tempo… 

(Il venditore di incipit)


http://youtu.be/biURfJHfxc8

mercoledì 11 dicembre 2013

martedì 10 dicembre 2013